Si trova in natura quasi esclusivamente allo stato metallico; ne esiste in tutte le parti del mondo, con speciale segnalazione delle miniere del Transvaal, California, Urali, Australia, Alasca. Si puo' distinquere in oro dei giacimenti primari e oro dei giacimenti secondari. Il primo si trova nelle rocce quarzose, in cristallizzazione, in sottili laminette, in filamenti, in pagliette ed anche in conglomerati misto con terra e con pietre dette (pepite), che raramente sono piu' grosse di nocciole.
L'oro si ricava con diversi sistemi secondo il modo ed il luogo nel quale si trova. Se esiste nelle pietre, bisogna triturarle e ridurle quasi in polvere e trattare poi questa come le sabbie contenenti oro; dalle sabbie si estrae con la lavatura continuata finche' il metallo prezioso rimanga solo, nel fondo del recipiente; si puo' anche procedere per fusione od amalgamando la massa col mercurio, che unisce all'oro, dal quale poi si separa a mezzo della filtrazione della coppellazione e partizione.
I procedimenti moderni pero' permettono di ricavare dalle rocce quarzose ridotte in polvere quasi tutto l'oro, mentre coi procedimenti sopra indicati molto metallo va perduto. Questi procedimenti sono detti di cianurazione perché traggono partito dall'azione solvente che ha per l'oro la soluzione di cianuro di potassio. Ottenuta la soluzione, si precipita l'oro chimicamente mediante introduzione di lastre di zinco o alluminio. La polvere impalpabile e scura che si ottiene si fa fondere. Altro procedimento è quello della clorurazione detto di Plankner.
Tanto l'oro in pepite o granelli quanto quello di pesca non sono mai puri, ma contengono un po' d'argento, di rame e tracce d'altri metalli. Il piu' fino varia da 700 a 950/1000 circa, secondo la provenienza ed il modo di ricavarlo.
Proprietà fisiche dell'oro
L'oro puro ha un bel colore giallo vivo e non ossida all'aria, né viene intaccato dalla maggior parte degli acidi. Fra i metalli puri esso è il piu' malleabile ed il piu' duttile, ossia il piu' facile a lavorarsi al laminatoio ed alla trafila, per contro è uno dei densi, essendo il suo peso specifico 19,30. Fonde a 1064° gradi e volatilizza a una temperatura assai maggiore (ebollizione a 2600°). Per i suoi pregi fu scelto fino da tempi antichissimi a rappresentare il valore e per fare ornamenti, unendolo pero' ad altri metalli perché acquistasse la durezza che non ha allo stato puro.
Titolo dell'oro
Ragguaglio delle espressioni in carati e millesimi per indicare il titolo dell'oro:
1 carato equivale a 41,67/1000
6 carati equivalgono a 250/1000
8 carati " " 333,33/1000
12 carati " " 500/1000
14 carati " " 583,33/1000
18 carati " " 750/1000
22 carati " " 916,74/1000
24 carati " " 1000/1000
Leghe
L'oreficeria si fabbrica nei titoli 750/1000 e 585/1000, cioè con leghe aventi rispettivamente 3/4 e 117/200 cioè poco meno di 3/5 d'oro in unione ad altri metalli (per lo piu' rame e argento), che variano nella proporzione a seconda della tinta che si vuol ottenere. Sono tuttavia ammessi anche i titoli 500/1000 e 333/1000.
Impronte normalizzate recanti l'indicazione del titolo:
articolo 7 della legge:
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